Page 18 - Il Processo
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Fu sospesa dall’Università il 18 ottobre 1938 con decorrenza 16 ottobre, in stretta applica- zione della Legge 1390 del 5 settembre. Si rifugiò in Belgio; all’invasione nazista tornò a Torino dove improvvisò un laboratorio nella sua camera da letto. Lì riuscì, nonostante tutto, a condurre esperimenti basilari per la scoperta del NGF (Fattore di Crescita Nervoso) che le valse il Nobel.
Con lei furono sospesi tra gli altri la cugina Eugenia Sacerdote, valida ricercatrice e compa- gna di studi, e il loro professore Giuseppe Levi, grande docente amatissimo dai suoi stu- denti, Maestro di tre futuri premi Nobel: zia Rita, Renato Dulbecco e Salvatore Luria, anche lui costretto ad emigrare.
Poco dopo anche la sorella gemella Paola, pittrice, fu radiata dal Sindacato delle Belle Arti e mio padre Gino dall’ordine degli architetti.
Le leggi razziali colpirono gli ebrei qualunque fosse la loro età, il loro genere, il loro credo. Pochi tornarono. L’Italia perse uomini, donne e bambini, la loro storia, le loro capacità e il loro talento con un danno irreparabile per la scienza e la cultura.
Zia Rita, profonda conoscitrice dei meccanismi che regolano il cervello umano, temeva il pericolo della propaganda razzista, oggi così attuale.
“TESTIMONIANZA” DI ANITA GARIBALDI
Sono Anita Garibaldi, rappresento qui la fondazione Giuseppe Garibaldi, assieme a tanti al- tri che sono con noi. Sono  glia di Ezio e bisnipote di Giuseppe e Anita di cui porto il nome. L’ideale garibaldino era quello di una Italia unita, libera e senza discriminazioni, al quale tanti ebrei aderirono e molti dei quali si arruolarono nelle camicie rosse.
Appena entrato a Roma il mio bisnonno abbatté le porte del ghetto. Le leggi razziali rap- presentarono un tradimento di quelli stessi ideali su cui si fondò l’Italia dal Risorgimento. Non era questa l’Italia per cui il mio bisnonno aveva lottato.
Quanto al Re, i miei genitori, che si prodigarono per salvare ebrei perseguitati, lo hanno conosciuto personalmente. Mi ripetevano spesso che non aveva nulla contro gli ebrei, ma era impotente di fronte a Mussolini e al suo governo.
Mia madre, mia nonna e mia zia si prodigarono per salvare ebrei.
Mettiamoci ancora insieme, perché l’Italia ha bisogno di tutto questo, e il fatto che voi siete qui oggi, così numerosi, così importanti, è una speranza.
Io credo sia molto importante riuscire a metterci insieme, costruire un posto dove non sia più possibile una cosa come le leggi razziali, o comunque qualcosa che possa andare con- tro la prima Costituzione italiana, che diceva che i cittadini italiani sono tutti uguali.
Tutto quello che ha potuto fare mio padre per i nostri amici ebrei, lui e i nomi di quelli che erano vicini a lui, sappiate che noi nel cuore lo riteniamo molto molto importante, questi principi sono importanti.
Sono felicissima di essere con voi e spero di ritrovarvi altre volte.


































































































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