Page 41 - Il Processo
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in continuazione e, in occasione delle sanzioni all’Italia per la guerra in Etiopia si consolida de nitivamente.
Alleanza militare, politica ed ideale. Su quest’ultimo punto il progetto di Mussolini è quello di agganciare il popolo tedesco a quello italiano rappresentando l’appartenenza ad una stessa identica cultura. Arriverà addirittura nel 1938 a volere un istituto di cultura italo-ger- manica proprio per coltivare la “comune” cultura.
Hitler non tollera che si parli di comune cultura ed al contempo nei luoghi dove si forma la cultura (le scuole, le Università) si lasci spazio e docenza a chi è portatore di una cultura alla quale quella tedesca (comune all’Italia nelle parole di Mussolini) è avversa.
Ma Mussolini ha l’alibi: “E’ il Re che lo vuole”. E’ il Re che si circonda di ebrei, che ne ha nominati senatori, che ne ha voluti ai vertici delle Forze armate. E’ il Re che vuole che gli ebrei in fuga dalla Germania siano accolti in Italia.
Mussolini vuole compiacere Hitler? Mussolini teme Hitler e vuole assecondarlo?
Ma Mussolini ha l’alibi: “E’ il Re che lo vuole”. E’ il Re che si circonda di ebrei, che ne ha no- minati senatori, che ne ha voluti ai vertici delle Forze armate. E’ il Re che vuole che gli ebrei in fuga dalla Germania siano accolti in Italia. Mussolini vuole compiacere Hitler? Mussolini teme Hitler e vuole assecondarlo?
La promulgazione di provvedimenti del settembre 1938 non può sfuggire al confronto con queste domande la cui risposta ha ben più peso di quanto si voglia attribuire al successo della propaganda antisionista.
Nel 1938 Hitler viene a Roma: egli pone in essere ogni sgarbo istituzionale possibile nei confronti della Corona e del sottoscritto. Come già ricordato nel corso dell’istruttoria te- stimoniale, il suo pensiero, condiviso sempre più dai vertici del fascismo, è quello di una Monarchia che si pone da ostacolo -con il suo stesso esistere- all’affermazione del totalita- rismo fascista.
La fedeltà è al Re o al fascismo? Mussolini disprezza la mia vicinanza e la mia considera- zione pubblica ai cittadini ebrei e forse vuole anche dare un segno in relazione al peso del fascismo rispetto alla Corona: attraverso le leggi per la tutela della razza egli vuole anche rappresentare ai cittadini come pure i sentimenti del Re debbano sottostare al fascismo. La fedeltà è al Re o al fascismo? Mussolini disprezza la mia vicinanza e la mia considerazione pubblica e forse vuole anche dare un segno in relazione al peso del fascismo rispetto alla Corona: attraverso le leggi per la tutela della razza egli vuole anche rappresentare ai citta- dini come pure i sentimenti del Re debbano sottostare al fascismo.
Quindi i provvedimenti proposti da Mussolini e presentati per la sanzione del Re sono al contempo un gesto in sintonia con Hitler, che rappresenta la comunanza di cultura ita- lo-germanica e che dimostra la superiorità del fascismo rispetto alla Corona.
Tutto ciò mi è parso allora assolutamente chiaro. Come chiara m’è parsa l’ingiustizia di qualsivoglia provvedimento che limitasse i diritti degli ebrei.
Si dice: Se il Re non avesse  rmato...
La storia non si fa con i “se”. Si fa al limite con i “che”, e io vi dico ciò CHE mi sono rap- presentato.
Un eventuale, irrituale ri uto alla esecutività dei provvedimenti che il fascismo si prestava ad emettere “a tutela della razza” avrebbe non solo più sul piano formale ed istituzionale, ma soprattutto sul piano sostanziale prodotto un irrimediabile con itto fra il potere rega- le e il potere fascista. Mussolini non avrebbe potuto tollerare alcun diniego e lo avrebbe


































































































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