Page 43 - Il Processo
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le leve del potere, comprese le forze armate, e per di più poteva contare sull’appoggio incondizionato della Germania nazista che non glielo avrebbe certamente fatto mancare. Abdicando, il re avrebbe salvato la propria anima, ma affrettato la sottomissione dell’Italia a Hitler e così aggravato anche la condizione degli ebrei. Non solo, ma avrebbe privato il Paese dell’unico punto di riferimento istituzionale se un giorno si fosse trovato ancor più coinvolto nelle avventure naziste. Come poi avvenne” (Indro Montanelli)
Dunque - drammaticamente! - il male minore. Firmare. Il potere non è perpetuo; di azzardi Mussolini ne aveva già assunti tanti e con fortuna, ma a furia di azzardare, prima o poi si cade. Se, in quel “poi”, esiste un’istituzione di riferimento cui aggrappare le speranze di un Paese, allora si può ripartire.
Evitando lo scontro con Mussolini, cioè evitando la guerra civile, non ho voluto salvare il mio ruolo di Re o la Monarchia -in quanto Monarchia sabauda- ho voluto fare in modo che sopravvivesse un’altra istituzione rispetto alla dittatura fascista. E che sopravvivesse per poter appro ttare del primo cedimento del potere di Mussolini per evitare l’affermazione del suo totalitarismo e garantire una guida al Paese.
Non a caso nel 1943 la caduta di Mussolini coincide con l’arresto che io, la corona, ho de- terminato. Come ho detto la storia con si fa con i “se”, ma si fa con i “che” e quello che mi ero rappresentato con certezza è che, con il mio oppormi alle norme “a tutela della razza” avrei solo innescato un sanguinoso con itto destinato a sfociare, né più, né meno, in un’an- ticipazione al 1938 di ciò che abbiamo visto dal 1943.
Anche e soprattutto per ciò che riguarda il destino dei cittadini ebrei. Leggi ignobili. In- giuste e foriere di un torto ingiusto. Vero! Ma tanto più nel quadro costituzionale di allora, condannare oggi il Re signi ca permettere che scenda l’oblio sulle responsabilità di Musso- lini e del fascismo, fenomeno assai più complesso ed insidioso del solo culto della persona di Mussolini. Riprendo le parole che abbiamo sentito in esordio, Primo Levi: “Dobbiamo essere vigili verso quei fenomeni che in Italia hanno preso il nome di fascismo”, e non, con questo processo, consegnarli all’oblio.


































































































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